Le proposte della Rete per chi si candida alle elezioni Regionali

In vista del prossimo appuntamento elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale e per l’elezione del nuovo Presidente della Giunta Regionale Toscana, la Rete Inclusione Empolese Valdarno Valdelsa ha pensato di elaborare il presente documento, votato nell’organismo assembleare della Rete il 2 settembre 2025, per proporre ai candidati di tutti i partiti politici interessati le nostre istanze.

  1. Riteniamo assolutamente prioritario che vengano unificati gli assessorati alla sanità e al sociale sotto una unica delega, al fine di garantire l’integrazione di queste politiche. Questa azione risulta decisiva per dare un rinnovato impulso al governo dell’area sociosanitaria, strategica per affrontare le questioni legate alla disabilità, alla non autosufficienza delle persone anziane, alla salute mentale e alle dipendenze. Per realizzare un’efficace integrazione occorre peraltro che venga rivista l’organizzazione della struttura tecnico amministrativa della Regione, tale da far emergere il valore essenziale dell’azione di governo in questi percorsi di presa in carico da parte del servizio pubblico.
  2. Occorre prevedere l’attuazione di un programma, anche di natura sperimentale, per la valutazione e la presa in carico della persona con disabilità e autistica adulta (> 18 anni), anche attraverso l’individuazione di professionisti specializzati, completamente dedicati a questa popolazione. La previsione di una staff di professionisti sanitari (psichiatri, neurologi, psicologi, fisiatri) specificatamente formati su disabilità e autismo, anche ai fini della valutazione clinica e funzionale, che lavori in proiezione e a supporto delle UVMD zonali per il Progetto di Vita, oltre a rappresentare un elemento di efficacia ed appropriatezza complessiva del sistema, rappresenterebbe un fiore all’occhiello della Regione Toscana che sarebbe la prima a mettere a punto un modello per questa fascia di popolazione, colmando un vuoto che riguarda un numero sempre più importante di persone e di famiglie.
  3. Riteniamo opportuno che venga effettuata una mappatura dell’offerta dei servizi Salute Mentale Infanzia Adolescenza (SMIA) e Salute Mentale Adulti (SMA) nei singoli territori, una conoscenza di base che riteniamo essere necessaria per poter addivenire ad un’analisi dei fabbisogni, anche al fine di prevedere azioni di prevenzione, supporto, revisioni organizzative, collaborazioni con ETS ecc. tali da permettere una presa in carico appropriata e adeguata alla popolazione di riferimento, che spesso non riceve i servizi previsti dai LEA e rischia, oltretutto, di generare un costo sociale e sociosanitario esponenziale.
  4. Chiediamo che la Regione si impegni nell’istituzione e nel coordinamento di tavoli, anche a livello zonale, con le associazioni di categoria datoriali, gli ambiti zonali (SdS/ZD) e gli Enti del Terzo Settore interessati, per l’attuazione degli obblighi assunzionali previsti dalla L. 68, al fine di instaurare un dialogo costruttivo, di conoscenza e crescita reciproca e di sviluppo di modalità innovative e condivise, per permettere alle aziende di assolvere l’obbligo – e di adempiere ad un’azione di civiltà - e alle persone con disabilità di trovare sbocchi occupazionali.
  5. Chiediamo che la nostra Regione istituisca e disciplini, sul modello di altre, i “laboratori protetti” come luogo di integrazione lavorativa e sociale di persone adulte con intenso bisogno assistenziale. Si tratta di strutture a carattere diurno, destinate a persone con disabilità “medio – gravi”, che avendo concluso il percorso scolastico e formativo, per le caratteristiche personali non sono in grado di affrontare autonomamente percorsi di inserimento lavorativo ma necessitano di appoggio e supervisione per svolgere attività occupazionali di diversa natura, anche per conto di Ditte esterne.
  6. Chiediamo che il ruolo degli Ambiti Territoriali (SdS/ZD) venga realmente rafforzato poiché, essendo il luogo di maggior prossimità al cittadino, costituisce l’unica organizzazione in grado di sviluppare politiche sanitarie territoriali, sociosanitarie e sociali integrate, in grado di valutare i bisogni della comunità e mettere veramente al centro il cittadino.
  7. Chiediamo inoltre che la Regione disciplini con uno specifico modello di accreditamento le attività estive e/o extrascolastiche, al fine di agevolare i percorsi di sostegno degli EELL per quelle realtà che offrono l’opportunità di far partecipare a queste esperienze persone con disabilità o comunque in condizione di fragilità (per reddito o a causa di ulteriori fattori di esclusione sociale).
  8. Chiediamo un impegno della Regione nel garantire che l’assessorato all’Istruzione e l’Ufficio Scolastico Regionale siano coinvolti nella revisione e nell’attuazione degli Accordi di programma ex art. 13 L. 104/92 ss.mm.ii. e, per quanto competenti, nel percorso di presa in carico della persona con disabilità, anche tenuto conto del fatto che il PEI è parte integrante e sostanziale del Progetto di Vita.
  9. Auspichiamo l’istituzione di voucher sportivi per rispondere alle difficoltà derivanti delle situazioni di disagio economico, per migliorare il benessere psico-fisico dei giovani, ritenendo che lo sport ricopra un ruolo fondamentale, rappresentando uno dei più importanti strumenti educativi, di inclusione e di prevenzione. Obiettivi:  incoraggiare la pratica dell’attività motoria, fisica e sportiva, quale strumento di promozione del benessere e dei corretti stili di vita, di prevenzione, sviluppo e inclusione sociale per tutti, inclusi i giovani con disabilità psicofisica, per migliorare il benessere psico-fisico della popolazione; promuovere, attraverso la pratica sportiva gratuita, il diritto allo Sport con particolare attenzione ai giovani che versano in condizioni di disagio economico e sociale; incentivare la pratica sportiva tra i non praticanti, rafforzando così le opportunità di inclusione e autopromozione quali benefici diretti della pratica sportiva anche in termini di prevenzione delle forme di disagio; promuovere uno stile di vita attivo in contrasto alla sedentarietà.